REQUIEM (365 singhiozzi per Dawson)

Si tratta di un lavoro sulla deformazione: un calendario viene svolto sulle pareti dall'ultimo al primo giorno e sui fogli avviene un processo di impressione dell'immagine (il profilo di una statua greca) ripetuto con accanimento ossessivo. L'immagine continua ad essere impressa fino a che la matrice non sia completamente scarica alchè viene reinchiostrata nel tentativo di protrarre la presenza del soggetto all'infinito. E' un lavoro sulla frustrazione causata della ripetizione di un'azione, azione evidentemente destinata al fallimento. A questo si aggiunge un altro fattore che modifica ulteriormente il soggetto lungo lo svolgersi (visivo e realizzativo) del lavoro: sulla matrice viene steso dell'inchiostro, tale inchiostro è un liquido non controllabile nei suoi movimenti, che succede? che la figura gradualmente deborda il profilo iniziale. E' un processo di deformazione incontrollabile, al massimo assecondabile (quello che ho fatto). In tutto il lavoro la figura allarga il proprio profilo fino ad arrivare ad una macchia che nulla, o poco, ha più a che vedere con il soggetto di partenza. Il lavoro si conclude con la fine dei giorni (del calendario ?), in un andamento direi " a singhiozzo" in cui la graduale sparizione dell'immagine viene bruscamente riportata in forza in un movimento che nulla ha di ondulatorio e armonico. Piuttosto un salto, il dente della ruota di un meccanismo che ripete all'infinito il suo singhiozzo. G.M.



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Gianni Moretti

Disegno, installazioni e mixed media sono le tecniche utilizzate nella sua ricerca, la quale si focalizza sulla scoperta del limite e della struttura di vari tipi di organismi. Dal 2003 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Vive e lavora a Milano.

www.giannimoretti.com