LEVIATANO INFINITO
Leviatano Infinito prende l’immagine di uno squalo tigre in scala 1:1.
Il Leviatano è un mostro marino già descritto nella Bibbia del quale parla anche Isaia (XXVII, 1). Secondo la tradizione il Leviatano rappresenterà il cibo con il quale potrà nutrirsi l’umanità riqualificata dell’era messianica. Quindi nel caso specifico rappresenta un pesce cattivo che diventa "buono... da mangiare". Il Leviatano Infinito di Tobia Ravà è totalmente rivestito attraverso un percorso pittorico composto di lettere ebraiche e numeri, secondo la ghematrià che lega ogni lettera ad un numero e unisce parole dallo stesso valore numerico tra loro. Ogni elemento del pesce è costruito con una logica cabalistica diversificata: la coda è formata dai valori numerici e dai concetti relativi ai diversi livelli dell’anima umana; le branchie sono costituite dai quadrati magici, mentre le pinne e parte del resto del corpo sono sviluppati da equazioni relative ai valori numerici dei concetti principali della mistica ebraica.
Leviatano Infinito è costruito su un calco eseguito in base alla lettura digitale delle forme reali dello squalo tigre. Dal primo calco in vetroresina si è passati da una ricopertura con resine diverse pigmentate, quindi alla pittura in tempera acrilica e, dopo diverse fasi di fissaggio, ad una vernice finale da carrozzeria per automobili che lo rende impermeabile.
Tobia Ravà
Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all’Università di Bologna (DAMS), con l’intento di coniugare il fare arte all’epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell’ambito dell’epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea.
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