GEMINI ERTA
L’installazione della scala “Gemini erta” è una eccezionale coincidenza (non casuale..) della data dell’inizio della mostra -16 giugno- con la costellazione zodiacale dei Gemelli.
“Gemini”, Castor e Pollux sono le teste (stelle) più luminose dei Gemelli Divini, rispettivamente di luce bianca e gialla, distanti tra loro 5 gradi; le rimanenti stelle sono raggruppate in due file cosicchè la costellazione termina in quattro stelle costituenti i piedi dei Gemelli. Essa è molto importante per le misure celesti in quanto la costellazione indica il punto preciso del solstizio di giugno, la posizione del sole nel primo giorno d’estate nell’emisfero Boreale, e del primo giorno d’inverno in quello Australe. Nell’installazione in riferimento alle due file di stelle, c’è il tentativo di accostare simbolicamente il dualismo osseo (femori) che attaccati alle corde come pioli, corrispondono esattamente alla posizione orizzontale umana sia verso destra che verso sinistra, differenziandoli con i rispettivi numeri progressivi delle medagliette.
Così coppie, dualismo, file, coincidenze astrali, ci portano lo sguardo in su, a Erta che è salita pericolosa, ma quando si arriva in alto ci si sente parte del tutto e si dà un senso a quella piccola via che abbiamo battuto per fare andare avanti gli altri. Nella scala della nostra storia ci sono milioni di ossa di persone che abbiamo amato e che non abbiamo conosciuto ma tutti ci hanno portato più in alto con le loro esperienze, con le loro scoperte ci hanno trasmesso la consapevolezza per salire i gradini della conoscenza.
Pino Lia
Diplomato in Pittura all’Accademia di Brera a Milano. Nel 1987 fonda insieme al musicista Flavio Marelli "ignis fatuus" il gruppo artistico "Cathaiemys" col quale realizza diversi interventi performativi in Italia e all’estero. Negli ultimi anni la sua ricerca approfondisce il tema della multiculturalità, il lavoro come luogo delle contaminazioni e delle intersezioni non soltanto nelle tecniche, ma anche di svariati materiali e ibridazioni espressive.
Nella produzione artistica degli ultimi decenni, la riflessione sullo spazio ha ormai un ruolo preponderante. Far percepire in modo nuovo gli ambienti in cui viviamo sembra essere il fine di molti giovani artisti. Le opere di Pino Lia hanno sempre una relazione più o meno evidente con lo spazio in cui sono esposte. Nei suoi lavori Lia sembra voler contaminare la tradizione pittorica dell’astrattismo geometrico con il decorativismo tipico dell’estetica orientale. In realtà ogni opera costituisce un’inedita riflessione sul rapporto tra ciò che è interno ed esterno all’immagine, sulla possibilità di trasformare lo spazio che circonda i dipinti reinventandolo al loro interno...
Roberto Borghi